Oretta (fermandosi). Che vuoi tu?

Giannucolo. Se posso fare alcuna cosa che vi levi dalla noia che avete, ditemelo e lo farò volentieri. Volete che vi cerchi un altro falchetto? Io so trovare nidi e nidiaci. A tre miglia di qui, dove nasce il nostro fiume, vi sono dirupi che par che vadano in abisso. Là nascono falchi piccoletti e di piumaggio gentile, ma onorati, superbi e di grande ardimento; hanno voglie guerriere e fanno preda piombando dall’alto. Io li credo dei migliori del mondo. Comandate.

Oretta (lo guarda in faccia e dà in una risata). Che occhi mi fai! Gli occhi d’un barbagianni al sole.

Giannucolo. Madonna, sì: io sono un barbagianni e voi siete il sole.

Oretta (gaiamente). Oh! oh! tu parli come un uom di corte!

Giannucolo (facendosi ardito). I barbagianni s’inchiodano sugli usci a scongiuro di danno e pericolo. Fatemi inchiodare sull’uscio della vostra camera e beato me!

Oretta. Tu parli come un cavaliere di scudo!

Giannucolo. Dico quel che mi detta il cuore.

(Suoni di corno e voci non troppo lontane).

Oretta (attenta a udire). Messer Bernabò caccia un lupo con la muta dei bracchi. Senti: harlaù, harlaù, harlaù... (bruscamente). E ora dove si saranno riposte le mie damigelle, che non tornano più? (si incammina a destra).