Giannucolo. Non ho mai esercitato arti da sollazzo, signora.

Oretta. Non puoi esser menestrello, non puoi essere giullare. Se tu fossi mutolo, nano, gobbo o almen contraffatto, potresti vestir di vergato, e sostituire Felisotto buffone, che invecchia e comincia a pigliar malinconia: ma tu hai buon aspetto, il tuo fare non è buffonesco, nè tale da muovere a riso.

Giannucolo (prontissimamente). Ma io son folle, madonna; non ve ne siete avveduta?

Oretta (lo squadra ben bene). Tu non mi sembri svanito di senno.

Giannucolo. Ho levato alto il viso, e ho guatato tanto in cielo, che ho perduto la terra.

Oretta. Come dire che ti perdi in vani pensieri?

Giannucolo. Ho posto tutto il mio animo e tutto il ben mio in una stella, la quale passa di bellezza millanta altre che si vedon lassù.

Oretta (ridendo). Oh! oh! questo è molto bel cominciamento.

Giannucolo. A niun’altra cosa posso pensare se non al mio altissimo amore.

Oretta. Per certo che non sei in buon senno. Che dunque fai?