Il fittabile, che stava accigliato per effetto di meditazione, si scosse un poco, e borbottò tra i denti che quelli non erano tempi da mettersi in gala. Poi continuò:

— Dove si rimase col discorso?... Ah! sicuro, il 92 risica d’esser peggio del 91. L’altr’anno è apparsa una stella cometa la notte del 12 aprile, venerdì santo. E quindi abbiamo avuto maggio piovoso: maggio ortolano molta paglia e poco grano. Quest’anno si è sentito un gran terremoto la sera del 7 marzo. E adesso le querce si vanno coprendo di bruchi scuri e pelosi, segno di guerra guerreggiata sul luogo.

— Sarà vero di certo — disse Biagino, che si era messo a sedere sur un ceppo; — ma, senz’offesa, non capisco come c’entrino i bruchi; come i bruchi possano far nascere una guerra!

Marchioto, che rideva quasi continuamente, e dì nonnulla, dette in una gran risata:

— Vedi, è perchè tu non hai comprendonio.

— Non capisco nemmeno io — disse Clara, un po’ seccamente.

Tomaso si ristrinse nelle spalle:

— Questi sono misteri, come dice il prevosto: cose oscure, delle quali non si comprende nè la cagione nè la ragione, ma che non si possono negare. Un giorno dell’85, per modo d’esempio, è piovuto sangue a Pancalero. Che è che non è, questo denotava la morte dei due fratelli di Savoia Racconisio laggiù nella Spagna!

Cominciava a imbrunire. I polli erano già andati tutti a pollaio. Un cane, nero quanto una mora, girondolava solo per l’aia; d’improvviso trottò verso la strada e abbaiò.

Un uomo, rinvolto e serrato in una cappa scura, passava dando di piede a un muletto.