Sab. Com’è vostro fratello? Vi somiglia? No! Non ditemi niente. Vedrò io... Sarei solo curiosa di sapere se, incontrandolo per istrada... Non ditemi niente! (dopo una brevissima pausa). Vittorio Bermond! (ripetendo con compiacenza). Bermond... Bermond... Un bel nome, sapete. A me mi par bello (subitamente più seria). Chi m’avesse detto, quando l’ho visto sotto la lettera... terribile che dopo avrei conosciuto voi, e che... Cos’è il destino, eh? Cos’è la vita!

Amedeo (cercando di distrarla). Amica mia, adesso siete voi che divagate.

Sab. (come trascinata dai suoi pensieri). Quando penso a quei giorni...

Amedeo. Sabina, vi prego...

Sab. (senza ascoltarlo). Passai ore, traversai angoscie, che prego Dio di non mandar mai più a nessun’anima umana. No, non credevo di poter tornare quella di prima! (alzandosi). Eppure, che volete? le impressioni vennero perdendo vivacità, a poco a poco mi acquetai, mi rimisi, e.... eccomi qui, eccomi qui, eccomi qui.

Amedeo (fissandola stupito). Contessa... Sabina... Che c’è adesso? Che cosa avete? (Si alza, ma non osa accostarsi).

Sab. (sempre agitata). Questo però era inevitabile. Ditemi voi. È quel che accade ai giovani, eh?

Amedeo. Santo Dio, è quel che accade a tutti!

Sab. Ma è un brutto lato della nostra natura! Un brutto lato! Un brutto lato! (rimane immobile, con la testa china sul petto).

Amedeo (avvicinandosi dolcemente, sempre più sorpreso e addolorato). Ma che idee! Perchè mai questi... come devo dire?... questi scrupoli. E proprio oggi! Proprio adesso che dobbiam pensare a... a tutt’altro. È la prima volta che vi vedo così. È una cosa nuova per me, nuova e dolorosa. Che avete, Sabina? Vi prego, ditemi, che avete?