Vitt. (serio anche lui). Lo sono.
Sab. Sì, ma lontano da domani in poi, ed io lo vorrei vicino, sempre vicino. Mi sento sola...
Vitt. (stupito). Oh! Lei però ha sua madre...
Sab. Guai se non avessi la mamma! È buona, indulgente, mi vuol bene, tanto, troppo bene. Vede coi miei occhi, pensa con la mia testa, e mi dà sempre ragione. Io avrei bisogno d’una persona che, occorrendo, mi sapesse dar torto.
Vitt. E lei crede ch’io avrei questo coraggio?
Sab. (con brio). Diamine! Un soldato! Se mai si può provare.
Vitt. La conosco da un’ora.
Sab. Rimanga, e la difficoltà si appiana. E poi che importa, se a me par d’averla sempre conosciuta? Se mi sento disposta, inclinata, spinta a confidare in lei? E viene a tempo, sa; capita in un momento opportuno. Mi spiego. (Blandamente). Ho vissuto un anno... come dovevo vivere. Adesso l’anno è finito. Mettiamo pure ch’io non avessi alcuna intenzione di tornare al mondo, il mondo verrebbe a me. Capisce perchè vorrei vicina una persona di buon consiglio?
Vitt. (che ha tenuti gli occhi fissi su di lei, mostrando attenzione profonda). Sì.
Sab. A meno che non mi risolvessi a cercar un luogo di sicurtà e di scampo... Che mi direbbe di fare?