Amedeo (resistendo). Perdonami! Così no! È inutile: non vado via così. (Alzando la voce). Sabina...
Sab. (si scuote, balza in piedi). Voi!
Amedeo (angosciato). Cos’avete?... Che hai? Sabina, che hai?
Vitt. (con un grido). Tu?!... Dunque sei tu che... Oh! (afferrandolo). Via, via, via!
Amedeo (impetuoso, dibattendosi). Lasciami!... Voglio una parola... Sabina!
Sab. (piegata a lui, con le mani protese). Va! Adesso devi andare... Va! (con uno scoppio di passione e di pianto). Ma spera, sai! Spera ancora! Spera! spera! spera!
Cala la tela.
ATTO TERZO.
Stanza in casa dei fratelli Bermond. Due porte laterali: quella di destra serve d’ingresso comune; quella di sinistra mette agli appartamenti interni. Caminetto acceso nel fondo. Tavola, sedie, poltrone. — È sera: la scena è scura.