Sab. (interponendosi accorata, tremante). Pace, signori! pace, pace! Questo è terribile, che per me...

Vitt. Bada, Amedeo, non ragioniamo più!

Amedeo (furibondo). Mi difendo! Difendo il mio avvenire, la mia felicità... (indicando Sabina). Difendo i diritti di noi due vivi contro la prepotenza insensata di un morto!

Vitt. (con grandissima autorità ed energia). Ma, Dio santo! Sei pur mio fratello! Il sangue deve bollir con vigore nelle vene a te come a me. La guerra sta per farsi accanita, terribile... Io parto e tu resti! Dimmi: vuoi dunque il biasimo, il disonore, la vergogna?

Sab. (allibita). Oh!

Amedeo (perplesso, abbattuto). Vedi... È così che mi hai vinto!

Sab. (con voce soffocata, con un rapido gesto di deliberazione) Ebbene, sì. Anche tu... Quando sarà tempo. Quando ti parrà tempo. Quando vorrai. Non t’impedirò (singhiozzando e torcendosi le mani). Ma adesso no! Adesso no!... Tu sei mio.

Amedeo. Sabina!

Sab. (risoluta). Basta così. Andiamo.

Amedeo (a Vittorio). Tu! Dimmi una parola...