Sab. (andando incontro a Vittorio). Parlerò io! (Di fronte, con veemenza). Non ho che una ragione. Amo. Sento un immenso tesoro di affetti nel cuore. Ho sete, tanta sete di vita. (Dopo una pausa). Ora a voi. Replicherò poi, se potrò (si scosta).
Vitt. (crollando il capo mestamente). Che vi posso dire ch’io non abbia già detto, o che voi stessa non possiate pensare... Badate a voi! Passati i dì dell’amore: può venire il rimpianto... Ve le ho ripetute le ultime parole di Carlo. Esse mi risalgono continuamente dal cuore all’orecchio. E ora mi suonano già come un lamento. Badate a voi! Sono terribili i lamenti dei morti: sordi a ogni discolpa, inflessibili a fronte di qualunque pentimento, tornano, tornano; non si acquetano, non si stancano, non dànno più pace. Badate a voi!
Sab. No!... Non posso credere questo. Guai se i morti potessero influir così su di noi... Guai se potessero abbrancarsi così ai vivi! Non lo ammetto. Vi deve essere una legge che ripara, rinnova, conserva. Una legge provvida, naturale. Vedete bene: d’inverno tutto muore, poi a primavera rinasce. Pensate un po’, se le foglie cadute potessero soffocare i germi nascenti? Tutto sarebbe finito! Chi vive va avanti, si sa. Anche senza l’amore, basta l’istinto!
Vitt. E il rimorso? Non credete al rimorso?
Sab. Ma sì, ma sì, ma sì: credo al rimorso, ma per chi mal fa. Io penso a Carlo... (a fronte alta). Vedete come pronunzio questo nome. Penso a Carlo con sicurezza, con calma. Quest’è un’ora grave, eh? Un’ora decisiva, solenne. Non ho paura. Vorrei vederlo apparir qui, tra noi; vorrei saper presente il suo spirito, e non parlerei in altro modo. (Guardando intorno). E chi sa! Chi sa! Questo è certo: l’immagine di lui morto, più grande e buono di quel che non mi sia mai parso vivo, mi riempie la mente. Egli adesso meglio sa, meglio ama... Non temo rimorsi. Non ho paura... (dopo un lungo silenzio). Amedeo!
Amedeo (dolorosamente implorando). Vittorio, Vittorio!
Vitt. (li guarda immobile, con le braccia incrociate).
Sab. (ad Amedeo, con espressione, con grazia allettatrice). Son venuta sola, per le strade oscure, deserte. Vuoi lasciarmi tornar via così?
Amedeo (a Vittorio, supplichevole). Perdonami...
Sab. (con passione). Vieni, vieni, vieni! Non senti che nel fondo del suo cuore egli ci ha già perdonati? (via).