Il giovine, fortemente crucciato ma tuttora timido, rispose che andava a far due passi.

Marchioto fece una risata per mostrare che non ci credeva:

— Ah ah ah! e perchè hai preso il tuo archibugio?

— Così... per compagnia.

— Bugiardo che non sei altro!

— Ebbene vado a una mia faccenda segreta, importantissima, che da un pezzo ho in animo di fare...

— Vai a cercar l’orso, nega se puoi! Fegato non te ne manca davvero! Ma ci vuol altro. Se vuoi andar sicuro, devi venir con me; quando che no, tu porti pericolo dello vita. Eh, so bene che mi manderesti alle forche molto volentieri! Ma questo non fa. Una mano lava l’altra e tutte e due lavano il mostaccio. Ci aiuteremo scambievolmente...

Biagino fece una scrollatina di testa.

Marchioto prese un’impostatura autorevole:

— Hai da sapere che l’orso dorme così profondamente che non sente nè voci nè ferite nè percosse. Se abbiamo la fortuna di trovarlo addormentato, lo leghiamo come niente. Se lo troviamo desto, io lo ammazzo al primo e tu mi aiuti a strascinarlo. Orsù, è inutile che tu stia sull’onorevole, hai da venir con me.