Marchioto parlava con una tale energia, con tanta persuasione di sè, che Biagino non potè più nemmeno supporre la possibilità di resistere: e prima gli andò dietro come un cagnolino, poi si accompagnò con lui.
— Ah ah! — continuava Marchioto, sempre ridacchiando: — te ne andavi tutto solo contro la bestia feroce? Con quell’archibugio che non finisce mai. Pare una pertica. Dimmi un po’: ti serve ad abbacchiare le noci, eh? Scommetto cento contr’uno che non cogli in un pagliaio. E cosa c’è dentro? Un pugno di piselli? Il mio è caricato a doppia palla. Guarda: è uno schioppetto di buona mira, che ho tolto a un soldato a cavallo di quelli detti les carabins, lassù a Barzeloneta... E perchè non hai preso una daga, una squarcina, un coltellone? Vedi questo ch’io porto accanto? È un vero pistolese: lama corta, larga, a un filo e mezzo, a tutta tempera e a tutta prova... Ah ah ah! e tu volevi andar solo, con quell’armaccia che non è buona a niente? Queste a casa mia si chiamano baggianate...
E così, mentre traversavano campi, prati, vigne, saltavano fossi e passavan palancole, Marchioto non restava dal chiacchierare; e or bravava Biagino, or lo beffava, ora gli diceva una cosa, or un’altra da fargli rinnegare il mondo.
Giunsero in certe bassure selvagge dove la terra non era lavorata, non era segno di via battuta, e i pruni e le erbacce qua contrastavano, là chiudevano il passo. Messe in ordine le loro armi, s’inoltrarono guardingamente. Poi girarono un bosco per lungo e per largo. E finalmente videro luccicar la Macra fra tronco e tronco.
Marchioto disse:
— Sai com’è? Io comincio a perdere la pazienza. E poi dev’essere giusto l’ora della fame. Mangiamo un boccone. M’offende il digiuno così che mi farebbe cader in terra svenuto.
Uscirono sul greto scabro, ondulato, pieno di vetrici e di virgulti, sparso di sterpacchi e di seccumi lasciati dall’ultima piena. Marchioto andò a sedere sopra un arginetto, presso la corrente, e tirò fuori un bel tocco di pane. Ma Biagino, ch’era rimasto indietro, mise una voce di stupore, lo richiamò con un cenno, e gli additò un tratto più renoso che ghiaioso, impresso da certe strane orme larghe e potenti.
— Lasciami un po’ vedere — disse Marchioto. — Uhei! quest’è proprio una traccia. E che traccia!
— Seguitiamola! — esclamò Biagino.
— Seguitiamola pure. Ma qui bisogna altro che baie! Sta a buona guardia, se vuoi bene alla vita tua; e lascia fare a me.