— O Gesù benedetto! e Marchioto ha giurato e spergiurato che vi aveva veduto morire! Mio padre appena ebbe tanta pazienza che lo lasciasse finire; alzò la voce contro e glie ne disse tante e poi tante. Gli disse questo: — Poichè tu sei solo bravo al mondo, dovevi adoprare la tua bravura in difesa del povero Biagino. Sei un can traditore. Levamiti d’innanzi. — Marchioto rispose, cercò di scolparsi, non vi riuscì e andò via tutto arrabbiato e minaccioso con la testa. Allora mio padre partì per i boschi di Macra con gli uomini della cascina. E ora sono là che vi cercano. Io m’ero buttata ginocchioni in un canto e avevo principiato un po’ di rosario. Poi, rimasta sola, non ho più saputo che fare di me, son venuta qui e stavo sull’aspetto... Gesù vi ringrazio che colui ha giurato il falso!
Si mossero tutti e due, passo passo, concordemente.
Clara ripigliò:
— Avrete bisogno di ristorarvi?
Biagino rispose:
— Non ho più nè fame nè sete in questo momento. E poi a casa troverò bene qualcosa.
— Siete ferito?
— Una graffiatura sulla spalla sinistra. A casa mi farò ungere con grasso di carne secca o con olio di noce, e domani sarò bell’e guarito.
Giunti dinanzi alla Rivarola, ella mise adagino il braccio dentro al braccio di lui, e glielo strinse un poco. Così, a braccetto, voltarono, traversarono l’aia, entrarono nella stanza terrena vuota e oscura.
Clara si scostò subito e disse: