— Un’opera di misericordia?

— Vorrei sapere in confidenza, da lei che ha studiato, se questa lettera contiene o non contiene una brutta nuova. Mia figlia dice di sì; io, così a prima vista, direi di no.

Cagnardi pigliò il foglio, lo lesse piano, lo rilesse forte, e disse agli scolari:

— Avete inteso? Avete notato prima quel «mi sento bene» e poi quel «sono stato fucilato»? Cotesto è uno spropositone dei più massicci. Ma io non ci ho colpa: sono gli alunni del mio predecessore che si esprimono così. E vi serva d’esempio. Quando andrete a fare i soldati e vi troverete in paesi lontani, ricordatevi di scrivere chiaro, non solo calligraficamente, ma grammaticalmente. Torniamo al nostro proposito. Attenti! Verbo viene dal latino e vuol dire parola: come se si dicesse che il verbo è la parola sola, la parola più eccellente, più importante. Infatti il verbo è quello che dà senso alle altre parole... Scrivete. Il grillo è agile... La rosa è pomposa... La mosca è noiosa...

Marta fece una spallucciata e se ne andò.

La figlia aspettava sull’uscio, coi capelli scarmigliati, con gli occhi rossi, col petto ansante.

— Sono andata dal maestro — disse la vecchia, senza aspettare la domanda.

— Perchè?

— Per consultarlo. Lo consultano tutti, quando non sanno proprio dove batter la testa.

— E dunque?