— Purtroppo. Ma in questo io non ci ho colpa.

— Nemmeno io.

— Ehehe!

— Cosa? Se colui ha la luna...

— Come colui? Chiamalo Casimiro. Casimiro è un bel nome, e che gli sta bene, perchè lui è anche un bel giovane. Un giovane di molto credito, figlio unico di madre vedova, e già dispensato dal servizio militare. Ha un po’ di terra al sole, e una calza di lana quasi piena di marenghi, dentro il pagliericcio. Questo me l’ha detto in confidenza la Foassa, che lo ha assistito quando aveva il mal maligno. La Foassa esagera sempre un poco, e mettiamo che insieme all’oro ci sia anche dell’argento e del rame: ma è tutta moneta corrente, e bisogna rispettare chi la possiede... Casimiro veniva qui con buona intenzione, a fin di bene, con la speranza di consolarti. La sua amicizia ti doveva dar consolazione, perchè si capisce che non è una di quelle che tutti possono avere. E tu fai la scontrosa, la disgustata! Belle cose!... Hai una di quelle facce che si vorrebbero veder sempre contente e serene, e ogni mattina metti su muso, e lo tieni per tutta la giornata. In paese c’è già chi ti chiama la Musona. È un soprannome. Ma i soprannomi sono attaccaticci come la pece. E quando una ragazza s’è guadagnato un soprannome, non glielo leva neanche il papa. Hai capito?

***

Potevano essere le dieci. Una campana scoccò lamentevolmente, cominciò a sonare a morto.

— Diamine! — esclamò Marta. — Ammalati non ce n’è, ch’io sappia. È forse accaduta qualche disgrazia mortale?

La madre e la figlia uscirono di casa. La strada era deserta. Alle finestre e sui terrazzini delle case, ammucchiate alla falda del colle, non si vedeva nessuno; nessuno sulle mura del castellaccio angoluto, piantato sulla cima; ma il piccolo campanile barocco, ritto a mezza costa, continuava a diffondere nell’aria estiva il lugubre avviso. Finalmente il suono cessò; le ultime onde parvero estendersi, oscillare, confondersi con altri rumori vicini e lontani; e tosto si riudì il fracasso dei correggiati che battevano le manne di grano distese sulle aie.

— Tant’è — fece Marta: — voglio sapere qualche cosa. Vado qui da Lucia la sorda, che è sempre informata di tutto.