— Eppure ho scritto una seconda lettera — mormorò il giovane, un po’ raumiliato; — tutta diversa dalla prima; e l’ho data al caporale Toulouse perchè la spedisse.
— Poh! — fece Bongiovanni, accostandosi e palpandogli le spalle e le braccia per acquietarlo del tutto. — Toulouse si sarà dimenticato, o l’avrà perduta.
— Infatti è uno smemorato di prima riga...
— Vedi! Dunque la colpa è sua, tutta sua. E farai benissimo a dargli una buona lezione, alla militare. Adesso concludiamo. La lettera che non è giunta al suo destino non conta niente. Questa, che abbiamo sott’occhio, è come chi dicesse un certificato di morte, firmato da te, di tuo pugno. Il fatto è fatto, caro mio, e bisogna rassegnarsi.
Detto questo, il veterano si rimise a sedere.
Casimiro aveva ripreso il suo posto; e stava lì col viso contratto, come di chi rattiene o ricaccia continuamente dentro l’anima un sentimento amaro e violento. Maddalena, ancora tutta sottosopra, non mangiava, non parlava, non si moveva, se non che a quando a quando sussultava e tremava. Gli altri avevano ricominciato bel bello a banchettare.
— Mangioni, beoni, razza di cani — ripigliò Tonello, rivolgendosi amabilmente a tutta la brigata: — non m’avete neanche domandato come io l’abbia scampata!
— È vero — barbugliò Bongiovanni a bocca piena: — non gli abbiamo ancor domandato come ha salvato la pelle!
— È il principe Borghese che m’ha fatto la grazia: il principe Borghese, governatore generale del Piemonte in nome di Napoleone, mon empereur! Dovete sapere che il signor Della Villa, secrétaire des commandements di Sua Altezza, non entra mai nel gabinetto dove si trattano gli affari di Stato dopo le tre pomeridiane. Quel tal venerdì entra alle cinque sonate, così, casualmente, senza sapere il perchè. Vede sulla scrivania une dépêche, un dispaccio giunto allora allora, e lo apre. Sacredieu! un soldat, qui avait dérobé quelques effets, devait être fusillé le lendemain même à Gênes, à l’heure de midi. Legge e rilegge, pensa e ripensa, e si persuade que le conseil de guerre de la 28e division militaire ha fatto le cose alla leggera, ha giudicato a sproposito, pronunziando dans une affaire que certaines circonstances plaçaient sous la juridiction des tribunaux civils. Una bagatella! Che fare? Ricorrere al principe. Ma il principe dorme. Il segretario piglia la cosa sopra di sè e lo fa svegliare. Quel bravo signore salta giù dal letto, dà udienza subito, e va sulle furie — Come! fucilare Tonello per la miseria di pochi stracci? Razza di porci, v’insegnerò io a far di queste belle prodezze! Ma, tonnerre de Dieu! l’esecuzione si deve fare a mezzogiorno in punto, fra diciotto ore, dix-huit heures! et il y a cinquantesix lieues de Turin à Gênes, et la Boquette a passer! Presto, presto, chiamate Camillo. — Camillo, il famoso corriere, è lì, pronto a tutto. Il principe gli promette una gratificazione coi fiocchi se arriva in tempo. Quel demonio inforca la sella, corre che vola, e alle nove e mezzo si trova sul luogo!... È lui, Camillo, che mi raccontò come andò il fatto. La sentenza fu cassata, e la pena di morte commutata in qualche mese di gabbia. Ma che caso, eh? A quoi tient donc la vie d’un homme!
— Bravo! — esclamò uno dei banchettanti. — Parli francese come una vacca spagnuola.