— E cosa farai adesso che sei rimasto scapolo? — domandò un altro, ghignando. — Andrai a fare il bandito, come Maino della Spinetta?
— Nemmen per sogno! — gridò Tonello, spianando la destra per aria, e mettendosi sempre più in attitudine di oratore. — Ho già un’altra idea. Il principe Borghese conosce il mio nome, e con un tal protettore non tremo più. Andrò a trovarlo e m’intenderò con lui. E poi e poi e poi, voi altri vivete qui rintanati, e non sapete i casi straordinari che succedono fuori via. Mon empereur mette in combustione tutta l’Europa. L’Europe, une des quatre parties du monde! Sicchè oggi viene la notizia d’una gran vittoria, domani d’un’altra; qua si racconta d’un regno cangiato in repubblica, là d’una conquista fatta con cento colpi di fucile. C’è la gloria dell’armi, la decorazione del valore, mille diavolerie da far andare in visibilio i soldati. Un uffiziale, un sotto uffiziale, un fantaccino comune può rivolgersi direttamente all’imperatore, e dirgli: — Sire, ho meritato la croce. — Lui domanda, strizzando un occhio: — E in che maniera? Fatemi un po’ la storia del vostro affare. — Poi fa registrare il nome e il grado del richiedente, e se ha detto il vero, la faccenda è subito aggiustata. Così si può diventare in pochi giorni comandante, maresciallo, principe, duca, vicerè. Io tornerò in Piemonte general d’armata, e metterò a fuoco e fiamma tutto il paese. Quart de conversion, par le flanc gauche, e che il diavolo vi porti quanti siete!
Ciò detto, dibattè i pugni in aria, raccattò il fagotto, e fece atto di partire.
— Senti — gli gridò dietro Bongiovanni: — non sei nato su quel d’Asti, tu?
— Altro! — rispose Tonello fermandosi.
— Allora non puoi andartene senza bere.
— Sono tuttavia digiuno.
— To’, mettiti qui in capo di tavola.
— Io a tavola con quelli che m’hanno assassinato nell’onore? Siete matto, voi. Mangerò un boccone lì, sulla pietra del pozzo.
— Come ti piace. Olà, da sedere al generale Tonello; servite il generale Tonello!