Ed indicò me guardandomi con ansietà.
Io non sapevo che rispondere. Preso lì su due piedi mi sentivo impacciato a indicare i mezzi di una risoluzione che avevo consigliata io stesso.
Mansueta disse:
—Figliolo, rifletti finchè sei in tempo. Forse tu fai il caso peggiore di quel che sia: se trovassi una scusa….. e tornassi?
—No, no, interruppe spaurito il nipote, con tutta la risoluzione della sua timidezza;—no, no io non tornerò più…. non tornerò più….
—Se ti facessi accompagnare dallo speziale, egli forse saprebbe ragionare il sor sindaco.
—No, no, ripetè Aminta.
La sua ripugnanza era davvero irremovibile.
—Pensaci bene, ragazzo,—fra poco tu rientrerai in seminario; qualche settimana è presto passata. Vuoi buttare con tanta facilità la certezza di un patrimonio come quello del sindaco? Egli non ha figliuoli, non ha parenti, tutta la sua roba ti apparterrà un dì o l'altro. Ciò val bene un po' di pazienza. Tu sarai ricco…. ma se te ne vai a questo modo perderai ogni cosa.
—Non importa, oramai mi vergogno di accettare l'elemosina di quel manigoldo; in fin dei conti perchè vivo alle sue spese? che sono io per colui? ditemelo, zia, sono in età da saperlo, mi pare.