Di quando in quando qualche vecchietto dai calzoni corti allacciati al ginocchio sovra le calze turchine, si staccava dai gruppi, attraversava lentamente la piazza, ed entrava con una visibile ripugnanza nella casa comunale tirando una grande scappellata alla prima autorità del paese, che non degnava rispondere. Ne contai una diecina.

Seguì un certo intervallo.

L'inserviente, come fido scudiere, pendeva dai cenni del suo padrone.

Il signor De Boni battendo il piede con impazienza, gli disse imperioso:

—Orsù va a sollecitare que' poltroni.

E il cursore a galoppare in cerca dei ritardatori.

Il sindaco aspettava sempre.

Contemplavo da più d'un quarto d'ora quello spettacolo, novo per me, di rustico assolutismo e ne traevo delle considerazioni poco benigne per l'indipendenza e la dignità della razza umana. quando una mano sottile s'insinuò sotto il mio braccio.

Era lo speziale che mi sussurrò nell'orecchio:

—Venite con me vi apposterò in un luogo donde potrete intendere la discussione.