—Maledettissimo, disse, quando volete fare di queste cannonate, almeno avvisatemi prima.
L'organista volse il capo, e, certo che alcuno gli aveva parlato, e non avendo inteso a che soggetto rispose con un sorriso pieno di ringraziamenti.
La conversazione riprese con questa domanda del sindaco:
—Oggi, m'imagino, sarete invitato a pranzo.
—Per l'appunto, signor sindaco, è d'abitudine tutte le solennità.
—Senza contar gli altri giorni, soggiunse il primo con accento iroso. E seguitò:
—Ebbene ci sarò anch'io, non a pranzo, perchè sto bene a casa mia, e poi….. perchè io non sono invitato; bisogna sapere il latino per essere invitati. Ma fa lo stesso, ci sarò anch'io, vi dico, e mi sentirete a parlare.
—Via, via, ve la prendete in un modo! che vi importa mai di quei quattro palmi di prato?
—Faccio l'interesse del Comune, io. Sono o non sono il sindaco? È mio dovere. Non ho mica paura dei preti! Eh, eh, mio padre, come mi vedete, ai tempi di Napoleone, in Ispagna ne ha strozzato mezza dozzina.
—Per amor del cielo, signor sindaco…… la prudenza è la prima qualità che…..