—Taci… taci…. e si metteva un dito sulla bocca e alzava gli occhi al cielo.—Taci. Ho resistito, oh! se gli ho graffiato la faccia….
Ella cacciò allora la testa sotto il guanciale, ed io restai solo col lucignolo agonizzante….
XVII.
Una scampanellata che venia dalla camera di Don Luigi interruppe il racconto terribile del povero vedovo.
—Dio mio, sclamò, come destandosi a sua volta da un sogno, ho parlato troppo forte, l'ho risvegliato.
Baccio, che in meno d'un baleno era salito e ridisceso, mi appoggiò la bocca all'orecchio e mi disse:
—Don Luigi ha bisogno di voi..
Scoccavano appunto le undici ore.
Salii d'un balzo.
Certo le pareti del presbiterio non somigliavano alle mura massiccie e pendenti dei nostri bisavoli; giacchè dal viso alquanto sconvolto del curato e dalle pieghe sconnesse delle sue coltri m'accorsi,—e non presi un granchio,—che dal suo primo piano, egli aveva udito in parte se non in tutto la conversazione della cucina.