Il poveretto teneva il capo basso, perplesso fra la reverenza e un gran desiderio di dire di no.

Finalmente balbettò fra i denti:

—Perdoni, ora non posso partire…. ancora qualche giorno per sbrigar certe faccende….

—Dimmi il tuo bisogno,—farò io per te ogni cosa…

Beppe fatto più ardito scoteva il capo.

—Non hai più confidenza nel tuo vecchio amico… di' su cosa hai da far qui…. di' su,—e gli figgeva con inquietudine i suoi grand'occhi in viso.

Il mandriano stornava smarrito i suoi in cui balenavano lampi sinistri di ferocia.

Il curato si turbò e, con voce tremante dallo sgomento, tendendo l'indice verso Beppe.

—Ragazzo, tu pensi a colui…. soggiunse severamente.

Beppe non potè più contenersi: lo vinse un terribil parossismo: si buttò a terra, si contorceva, si mordeva i pugni e con rantolo straziante: