— Non li abbiamo veduti, — disse Velasco. — E voi?
— Le traccie.... le traccie....
Non potè dire di più. Ricadde pesantemente a terra e si assopì. L’indiano già russava sonoramente.
— Lasciamoli riposare tranquilli, — disse il dottore. — Un riposo prolungato farà bene a loro.
— Ma non v’è proprio alcun pericolo?
— No, Alonzo, te l’ho già detto.
— Ma cosa sono questi vampiri?
— Enormi pipistrelli che succhiano il sangue agli uomini ed agli animali che trovano addormentati.
— Ma sentendosi dissanguare, non si svegliano le vittime?
— No, poichè i vampiri operano con una delicatezza infinita. Essendo forniti d’una piccola tromba formante una ventosa e armata di papille perforanti, calano lentamente sulla persona addormentata, forano la pelle lentamente, senza produrre dolore e cominciano a succhiare. Onde l’uomo non si svegli, hanno la precauzione di agitare lentamente le ali, procurando all’addormentato una leggiera corrente d’aria. Quando sono gonfi di sangue da scoppiare, se ne volano via, e se l’uomo o l’animale non si svegliano, corrono il pericolo di morire, continuando il sangue ad uscire dalla ferita.