— Che ributtanti volatili!
— Sono veri assassini, che uccidono a tradimento, senza correre pericolo.
— Dottore, avete udito cosa ha detto Raffaele?
— Delle traccie degli indiani?
— Sì.
— Forse avrà scoperto qualche cosa. Attendiamo che si svegli.
Accesero della legna secca per tenere lontane le zanzare che sull’Orenoco si radunano a milioni e che producono atroci punture, e si sdraiarono presso ai compagni, sorvegliando attentamente la vicina foresta e la sponda del fiume.
La notte però passò tranquilla, quantunque più volte, sotto le fitte piante, echeggiassero i miagolamenti formidabili dei giaguari e le urla dei coguari; animali questi più piccoli e meno feroci dei primi, ma pur sempre pericolosi.
Verso l’alba don Raffaele, che aveva dormito profondamente, si svegliò. Era però sempre assai debole; tuttavia si alzò da solo e si diresse verso la scialuppa, dicendo ai compagni:
— Bisogna partire.