Alonzo, che teneva il fucile in mano, rispose con una scarica.
Nessun grido si udì alzarsi fra i cespugli, ma in mezzo alla foresta che si stendeva sulla sponda, echeggiarono le quattro note dell’onorato, do.... mi.... sol.... do...., ma con un’intonazione ben diversa da quella di quei bizzarri uccelli.
— Sali, Yaruri! — esclamò don Raffaele. — E tu, Alonzo, prendi la mia carabina e fa fuoco sul primo uomo che si mostra.
L’indiano s’affrettò a raggiungere gli uomini bianchi.
— Presso di me sei al sicuro, — disse il piantatore. — Quei misteriosi uomini non osano lanciare le loro freccie contro noi.
— Padrone, — disse l’indiano, — la via ci è tagliata; i caribi popolano il fiume e se osiamo scendere ci faranno a pezzi.
— Ed i nemici vegliano!... Che brutta prospettiva!... — esclamò il dottore.
— Vedi nessuno, Alonzo? — chiese il piantatore.
— No, cugino.
— Pure la freccia è partita da quell’isolotto e l’uomo che si è nascosto fra i cespugli bisognerà che si mostri, se vuole guadagnare la sponda.