Erano stati lanciati dagl’indiani per frantumare, coll’urto di quelle masse, l’albero della scialuppa, o la corrente li aveva sradicati da qualche isola o da qualche sponda sommersa? Comunque sia, Yaruri aveva gridato «ecco la nostra salvezza,» e quell’uomo astuto doveva avere le sue buone ragioni per aver dette quelle parole.
— Attenzione, — diss’egli, impugnando la scure e recidendo, con pochi colpi, due paterazzi. Se ci lasciamo sfuggire quest’occasione, non potremo più mai abbandonare quest’albero.
— Ma cosa vuoi fare? — chiese don Raffaele.
— Tirare a noi due o tre di quei tronchi d’albero.
— Ma per cosa farne?
— Una zattera.
Pel piantatore fu una rivelazione.
— Bravo Yaruri! — esclamò. — Vengo ad aiutarti!
Scesero le griselle e s’arrestarono a fior d’acqua. I tronchi d’albero, che scendevano la cateratta a precipizio, non erano lontani che poche centinaia di passi.
— Ti occorre un aiuto, cugino? — chiese Alonzo, preparandosi a lasciare l’albero.