— Non lascieremo i remi.

— Allora domani sera giungeremo a Manoa.

— Ecco una parola che fa battere il cuore! — esclamò Alonzo. — E tu ci assicuri che vi è molto oro in quella città.

— Tetti d’oro, colonne d’oro e palazzi che possono rivaleggiare coi vostri, — disse l’indiano con orgoglio.

— Ti credo, Yaruri, — disse il dottore. — Gli antichi peruviani, all’epoca della scoperta dell’America, costruivano i loro palazzi e le loro fortezze meglio degli europei.

— Sembra incredibile, dottore.

— Eppure è vero, Alonzo. Gli spagnuoli trovarono delle costruzioni da rimanere sbalorditi e delle fortezze che se fossero state difese da bravi soldati, i conquistatori mai avrebbero potuto avere nelle loro mani. Sappi che la fortezza di Cusco era fabbricata con pietre così enormi da far stupire, eppure gl’Inchi non possedevano nè carrette adatte, nè macchine, nè animali da poter trasportare e sollevare quei massi. Nota poi che quella fortezza era assai elevata.

— Erano adunque valenti costruttori.

— Insuperabili. Figurati che l’imperatore Virachoca fece fabbricare un canale profondo dodici piedi e lungo quasi cinquecento chilometri, attraverso a montagne, a rocce, a paludi, ad ostacoli d’ogni specie. Questo può bastarti per aver un’idea della bravura di quel popolo, che i nostri compatrioti chiamavano selvaggi!...

— E fabbricavano anche palazzi grandiosi?