— E con pari fortuna, giovanotto mio.
— E le scimmie si lascieranno mangiare altre compagne?
— Precisamente. Tra mezz’ora l’jacarè tornerà ad appostarsi sotto il ramo, ricomincierà i suoi lamenti e le scimmie torneranno a scendere.
— Che stupide!
— Sono curiose e dimenticano facilmente il pericolo. Yaruri, bada ai banchi! L’acqua è torbida e ciò indica che il fondo sale.
L’indiano, da esperto battelliere, aveva però già notato quel cambiamento del letto del fiume ed aveva spinto la scialuppa verso il largo.
Dei grandi banchi sabbiosi cominciavano ad apparire verso ponente, interrompendo la corrente del fiume. Si allungavano in varie direzioni e sopra di essi si scorgevano parecchi caimani che stavano scaldandosi al sole.
Ve n’erano alcuni di veramente mostruosi, lunghi perfino sei metri, con certe mascelle che facevano rabbrividire. Scorgendo la scialuppa non fuggirono, ma si rovesciarono mostrando ai viaggiatori i loro dorsi rugosi, ricoperti di grosse scaglie che le palle difficilmente intaccano tanto sono solide. Sapevano che in tale posa nulla avevano da temere.
Quantunque Alonzo avesse manifestato il desiderio di provare su quei voraci anfibi la penetrazione delle sue palle, don Raffaele si vide obbligato a non soddisfarlo, poichè la navigazione cominciava a diventare difficile.
Oltre i numerosi banchi, quel tratto di fiume era coperto da una vegetazione acquatica resistente, che impediva alla scialuppa di manovrare liberamente. La corrente era coperta da quelle superbe foglie che chiamansi victoria regia, e che dagli indiani vengono chiamate forno per la somiglianza che hanno coi grandi forni e poco profondi, entro i quali fanno cuocere la manioca. Quelle foglie sembrano vere zattere circolari, poichè hanno una circonferenza di un metro e venti centimetri ad uno e mezzo.