— Ma non vedo le orme dei piedi, — disse il dottore.

— Questa sabbia è troppo dura, — rispose Yaruri. — Guarda: il mio piede nudo non lascia traccia, ma le vostre scarpe sì e così profonda da distinguerla nettamente.

— È vero, — disse don Raffaele, che era diventato pensieroso. — Come va questa faccenda?

— Non trovo motivo d’inquietarci, cugino, — disse Alonzo. — Che importa a noi se degli indiani si sono accampati qui?

— Sai tu perchè sono fuggiti, Alonzo? — chiese il piantatore. — È la loro rapida fuga che m’inquieta.

— Sono scomparsi pochi minuti fa?

— Sì, — rispose l’indiano. — Appena ci hanno scorti si sono affrettati a coprire il fuoco colla sabbia ed a troncare la cena. Toccate: la cenere è ancora calda e questi gusci d’uova di testuggine sono ancora umidi e ciò significa che sono stati appena vuotati.

— Che qualcuno ci preceda? — mormorò il piantatore.

— A quale scopo? — chiese Alonzo.

— Non lo so.... ma quel grido.... la scomparsa dei due indiani, poi quel segnale misterioso sul fiume.... Orsù, non pensiamoci per ora: attraversiamo il Capanaparo e andiamo ad accamparci sulla sponda opposta.