Yaruri aveva già afferrati i remi e spingeva lentamente la scialuppa verso la sponda. Le testuggini però vegliavano e accortesi della presenza dei nemici facendo sforzi disperati raggiunsero il fiume e si tuffarono rapidamente.
— Non monta, — disse don Raffaele. — Ci rifaremo colle uova.
Toccata la sponda, s’affrettarono a sbarcare, ma Alonzo, con sua grande sorpresa, non vide alcun uovo.
— Ma dove sono? — chiese.
— Sotto la sabbia, — disse don Raffaele, — ma ti sfido a trovarle. Solamente gl’indiani sono capaci di scoprirle.
— Avranno lasciato qualche segno dove le hanno sepolte.
— Nessuno, cugino; puoi accertartene.
Alonzo si mise a percorrere la sponda in tutti i sensi, ma non trovò alcun segno che indicasse ove le uova erano state nascoste. Yaruri lo osservava sorridendo maliziosamente.
— Fulmini e lampi! — esclamava il giovanotto stizzito, frugando e rifrugando le sabbie, ma senza successo.
— A te, Yaruri, disse don Raffaele. — Se aspettiamo che mio cugino le trovi, la frittata si farà attendere fino a domani.