— Sono uomo libero, — disse il Pellerossa con fierezza.
— Da dove vieni?
— Molto da lontano; dai paesi ove il sole tramonta.
— Hai disceso l’Orenoco per cacciare forse il manato?[1]
— Forse, — rispose l’indiano con un sorriso misterioso.
— Sei valente, te lo dico io.
— Lo so: nessuno eguaglia il braccio di Yaruri.
— Grazie del tuo soccorso, — disse Alonzo. — Ti serberò riconoscenza e se vorrai seguirci alla piantagione, non avrai a lagnarti di noi.
— Intanto prendi, amico valoroso, — disse suo cugino.
Estrasse un borsellino contenente parecchie pezze d’oro e lo porse all’indiano; ma questi lo gettò a terra con supremo disprezzo, dicendo con aria tetra: