Il cannone tuonava. Gasparo sorrise.
—E noi facciamo i conti sull’avvenire—egli mormorò tristamente.
Di lì a poco, abbracciati i genitori e la nipotina, egli s’avviava alla batteria.
Fortunata, corse a chiudersi nella sua camera e ponendosi in ginocchio davanti a un’immagine della Madonna rinnovò la preghiera di poco prima:—Vergine santa, salvate mio fratello e fatemi morire, fatemi morire!
XXV.
Il palazzo Bollati era vuoto da più mesi. Ad onta del suo grande amore per Venezia, lord Herbert Seaweed era partito con la famiglia fin dall’estate 1848, e la figliuola romantica e byroniana s’era mostrata la più sollecita a fare i bauli. Ell’aveva però voluto portar seco una scheggia di marmo del caminetto del salotto; la città poteva saltar in aria tutta quanta ed era opportuno d’averne un ricordo. Nell’imbarcarsi sopra un vapore inglese, il nobile lord aveva sentenziato che le razze latine son destinate a servire in perpetuo e che soltanto la vecchia Inghilterra, old England, ha il diritto di godere della libertà.
Le chiavi degli appartamenti rimasero in mano del console di S. M. Britannica, e un custode il quale abitava nel pian terreno aveva ben poco da custodire. Nondimeno il signor Ambrogio (chè tale era il suo nome) si dava una gran d’aria di importanza come se fosse lui stesso il rappresentante della Regina Vittoria. E reputandosi cittadino inglese, giudicava gli avvenimenti con la calma superiorità d’uno straniero, diceva che gl’Italiani, pur troppo, sono una piccola nazione priva d’ogni esperienza politica, e che avevano commesso e commettevano ogni giorno errori nuovi, i quali avrebbero condotto il paese a inevitabile rovina.
—Per noi però—egli conchiudeva rivolgendosi a sua moglie, a una figliastra e a due gatti che dividevano con lui l’onore di guardare il palazzo—per noi non ci sono pericoli. Al primo serra serra si inalbera sul tetto la bandiera di S. M. e vorrei vedere chi ardisse metter piede qua dentro.... Per gl’Inglesi è una cosa da nulla il mandare una fregata, e vi dico io che i loro cannoni fanno far giudizio a tutti i Governi provvisori e a tutte le Monarchie del mondo.
Il signor Ambrogio estendeva il suo patrocinio anche all’unico inquilino della casa, al conte Leonardo Bollati.