—Io, sì.... Ebbene?... Tuo marito?...

—È di là.... col colèra.... È tanto aggravato... E non si trova un medico... O Gasparo, fa un’opera di carità.... falla per me.... va tu a cercarlo il dottore.... Io non posso abbandonare Leonardo che muore.

Gasparo si lasciò scappare una frase crudele.

—Ne son morti tanti migliori di lui in questi diciassette mesi!

Ella gli mise una mano sulla bocca.

—Non parlare così.... Se Leonardo ha le sue colpe, vedi come le espia! vedi a che punto è ridotto!

Sunt lacrimae rerum. Gasparo girò gli occhi intorno, e nel mirar quella squallida soffitta, e nel richiamar alla mente il lusso, gli agi che avevan cinta l’infanzia di Leonardo Bollati provò uno stringimento di cuore. E disse alla sorella:

—Farò come desideri.... Andrò pel dottore.... Ma lo sai che domattina all’alba?...

—Taci, taci,—interruppe Fortunata.

E vedendolo turbarsi, soggiunse: