Forte in mezzo agli strazi, come non era stata mai nelle condizioni ordinarie della vita, ella scongiurava il medico di non tormentarla coi rimedi; già ella capiva ch’era suonata la sua ora e che Iddio la chiamava a sè.... avesse almeno potuto avere un prete!...
Gasparo si mosse per andare a cercarne uno, ma ella col po’ di voce che le rimaneva:
—Per carità non allontanarti—gli disse.
In pari tempo rivolse al medico uno sguardo supplichevole. Il buon dottore comprese il significato di quella muta preghiera, fece a Gasparo cenno di rimanere e s’avviò:
—In un quarto d’ora vado e torno.
—Gasparo—mormorò Fortunata, quando fu sola con suo fratello—il Signore sa quel che si fa.... Se fossi venuta teco a Londra ti sarei stata d’impaccio... sempre malinconica, sempre piagnucolosa.... Se invece all’ultimo momento mi fossi rifiutata di venire, tu non avresti voluto privarmi della mia bambina....
—No, Fortunata....
—E allora il tuo esilio sarebbe stato più tristo.... È meglio così.... Te la raccomando, la mia Margherita.... Parlale qualche volta di me.... E se le nomini suo padre, non insegnarle a disprezzare la sua memoria.... Promettimi che compiacerai alla tua povera sorella.
—Te lo prometto, sì, te lo prometto con tutta l’anima.
—Grazie.... E il babbo e la mamma... poveri vecchi, che restan soli nel mondo... li vedrai, non è vero, prima di partire? Salutali, di’ loro che mi perdonino se non fui sempre una figliuola ubbidiente... e tu pure...