—Grande così—disse la bimba allargando il più possibile le sue piccole braccia.
—Grande così—ripetè il conte chinando la testa in segno d’assenso.
E non soggiunse altro.
—Nonno dorme—bisbigliò Margherita dopo una breve pausa.
Fortunata si scosse.
—Se dorme, lascialo stare. Vieni qui. Ma la fanciulla non si moveva.
—Nonno dorme—ella tornò a dire.
E intrecciava le sue dita rosee nei capelli bianchi del conte Zaccaria e chiamava:
—Nonno; nonno!
—Bimba disubbidiente!—esclamò la madre alzandosi infastidita.—Lascialo quieto il nonno.