—Non si passa per i Gesuiti?—domanda un gregario, non so bene se coraggioso o malizioso.
—Ohibò—risponde il signor Oreste.—Perchè si dovrebbe passarci?
—Così, per veder quello che fanno quei patatuchi del reggimento Kinsky che son lì consegnati in caserma.
—Bel gusto.... Se venissero fuori?...
—Si spara il nostro colpo di fucile e si dà l’allarme.
—Provocazioni inutili.... Noi siamo in giro per la sicurezza della città e nient’altro....
—Uhm... Senza un po’ di sangue non la si finisce—ripigliò il milite battagliero.
—Insomma—grida il signor Oreste con piglio autoritario—qui il capo son io. Pei Gesuiti non ci si passa. Si va fino a S. Giovanni Grisostomo, poi si torna indietro e ci si ferma a bere un mezzo boccale da me.
Questa proposta raccoglie tutti i suffragi, e la pattuglia riprende in silenzio le sue perlustrazioni.
—Là c’è una figura sospetta—esclama a un tratto il comandante segnando all’imboccatura d’una calle un individuo che veniva avanti con passo incerto.—Chi va là?