Cipriano mise un ruggito—Non è vero!—

E seguitava a chiamare—Mamma, mamma!

—Coraggio, Cipriano!—susurrò Maria con accento pieno di soavità.

Al suono della nota voce, le guancie illividite del giovine si tinsero d'un lieve rossore; un'espressione più calma si diffuse sulla sua fisonomia. Egli si lasciò persuadere a deporre sul capezzale il peso inerte che gli si era abbandonato sull'ómero; e mentre Maria con atto pietoso chiudeva gli occhi dell'estinta, egli, ritto ed immobile, con le braccia ciondoloni, con le mani intrecciate, ricorreva nel pensiero i giorni della sua infanzia, quando sua madre lavorava con indomita energia per fargli men dura la vita; e, aspra con gli altri e con sè, prodigava solo per lui tesori d'affetto e di tenerezza. Anch'egli per molto tempo aveva amato lei sola; poscia insieme a lei, un'altra persona. E il suo avvenire dipendeva tutto da quella persona. Ella poteva farlo felice o sventurato senza fine, poteva farlo buono o malvagio. Ma bench'ella gli fosse vicina, in quell'ora, in quella stanza, bench'ella si associasse al suo lutto, come sua madre l'aveva associata a lui nella sua benedizione suprema, egli se ne sentiva più lontano che mai; il suo bel sogno gli pareva più che mai destinato a rimanere un sogno. Nè sapeva rassegnarvisi, e il suo sangue ribolliva, e le sue vene si gonfiavano all'idea che un altr'uomo potesse essere amato da Maria.

—Coraggio!—ripetè la fanciulla nel prender commiato.

Egli le afferrò con forza la mano e la portò alle labbra ardenti.

Maria uscì di là con una profonda tristezza nell'anima. S'era affezionata alla vecchia Gertrude, che l'aveva assistita un pajo d'anni addietro nella sua malattia e che la trattava sempre quasi come una figliuola. Però, assai più che l'estinta, le faceva compassione Cipriano, pel quale ella teneva in serbo un così gran dolore. Poichè non le era dato ignorare ch'egli l'amava, che voleva farla sua sposa, ella invece era decisa di non appartenergli mai, nè vedeva senza sgomento approssimarsi l'istante in cui le sarebbe convenuto dissipar le ultime illusioni del giovine. Talora ella ricordava il passato, e chiedeva a sè medesima se ella avesse sempre pensato ad un modo, se il suo contegno non fosse mai stato tale da alimentare le speranze di Cipriano. Le pareva di no; tuttavia non poteva dissimularsi che un cambiamento era successo in lei, che la sua risoluzione di restar fanciulla era adesso più salda, più irremovibile d'un tempo. Sì, di restar fanciulla; il secreto del suo cuore non aveva preso ancora altra forma.

Nel pomeriggio del dì seguente ebbe luogo il funerale di Gertrude. La vecchia non era amata in paese. I suoi modi acri, la sua incapacità a veder altro di bello al mondo fuor che suo figlio, le avevano alienato gli animi. Così, pochi accompagnarono il suo feretro al camposanto.

Tra i pochi c'era Maria, che quando la bara fu calata nella fossa e coperta di terra, sparse sul tumulo alcuni fiori, poi s'avviò a casa meditabonda e soletta. Non aveva fornito ancora metà del cammino quando si sentì chiamare per nome.

Era Cipriano, che aveva seguito di lontano i suoi passi e ora la raggiungeva per una scorciatoia.