—Resta qui tu con tua sorella—disse l'Arconti al Selmi.—Sentirò io di che si tratta. Torno subito….

E uscì nell'andito insieme a Luigi.

Il lavorante raccontò molto confusamente che sul far della sera, passando davanti all'abitazione di Cipriano ch'era chiusa da un pezzo, ne aveva visto con sorpresa l'uscio e le imposte spalancate. In una camera, quella in cui era morta la vecchia Gertrude, si vedeva chiaro. La sua prima impressione fu una gran paura, onde se la diede a gambe; ma mentre fuggiva, incontrò il figlio dell'oste, un pezzo di giovinotto alto quasi due metri, che non avrebbe avuto scrupolo a misurarsi col diavolo e che volle a forza andar a verificare coi suoi occhi se la vecchia Gertrude fosse risuscitata.—Meno male se ci fosse andato lui solo—soggiunse Luigi—ma mi prese per un braccio e mi costrinse a seguirlo. Non avevo più sangue nelle vene.

—Spicciati, via.

—Arrivati sul luogo, entrammo. Io tremavo come una foglia…

—Finiscila. Cos'hai trovato? La vecchia Gertrude?

—No, no, la vecchia Gertrude dorme sempre in camposanto, e domani suo figlio le terrà compagnia.

—Cipriano è morto?

—Sì….. In che stato l'abbiamo visto! Era lungo disteso per terra in un lago di sangue….. Stringeva ancora in pugno una pistola. Sulla tavola ardeva un lume, e c'erano queste due lettere….

—Per me?