—Devi dunque sapere… Ma fa prima portare un lume, perchè è quasi notte.

XXVI.

—Devi dunque sapere—ripigliò la signora Federica dopo che il cameriere ebbe posato sulla tavola un lume a petrolio—che da un paio di settimane il marchesino Moschi stringe un po' i panni addosso a Lucilla.

Roberto si lasciò scappare un—Imbecille!—che veniva dal cuore.

—No—soggiunse la signora Federica con gravità—il marchesino Moschi non è un imbecille. È un giovine per bene, pieno di riguardi anche per me, quantunque non possa ignorare ch'io invigilo tutti i suoi passi e combatto le sue mire…. Ma questo non importa…. Il fatto sì è che, dopo la sera dei quadri viventi, il marchesino s'è messo a frequentar la casa Dal Bono molto più assiduamente di prima e, a quel che mi consta, è entrato abbastanza nelle grazie di quell'orso che è il signor Benedetto.

—E di quella colomba ch'è Lucilla—osservò Roberto con ironia.

—Tu sai—continuò la signora Federica—se quella cara ragazza abbia confidenza in me. Si può dire anzi che se la intende più con me che con sua madre. Anche questa volta mi ha parlato col cuore in mano. Il marchesino Moschi, ella mi disse, è un buon giovine, è un bravo giovine, è nobile e ben veduto in società, è insomma un eccellente partito; ma io non ho alcun entusiasmo per lui, e preferirei sempre Roberto, malgrado della sua stravaganza… (Scusa, ha detto proprio così). C'è però da considerare una cosa, continuò Lucilla (pare impossibile come quella ragazza abbia le idee nette), c'è da considerare che Moschi fa proprio sul serio, e ha già lasciato intendere che verrebbe ad abitare in casa, e per la dote si accomoderebbe alle disposizioni del babbo… Roberto invece ha le sue idee matte, ha la sua superbia, non si degna, e sì che quando si degna un marchese… A questo punto puoi credere che m'è salita un po' la mosca al naso, e ho detto che gli Arconti non la cedono a nessuno, che se non hanno titoli, è perchè non hanno voluto rovistare negli archivi….

—Questo hai detto?

—Già, ho detto questo. E non ho parlato a caso, perchè un professore che pratica dai Dal Bono mi assicurò un giorno che c'erano degli Arconti ai tempi degli Sforza, e ch'erano una gran famiglia… Mariano, senz'alcun dubbio, discendeva da quelli….

—Tira via.