—Tu pur troppo non capisci più nulla delle cose del mondo.

—Sarà, ma veniamo alla conclusione.

—La conclusione è questa. Lucilla mi dichiarò che non può essere la serva umilissima de' tuoi capricci, nè può restar zitella indefinitamente, e che quindi sposerà il marchesino Moschi se tu non ti decidi ad agire da uomo ragionevole…

—Cioè a lasciar questi luoghi e a supplicare il signor Benedetto Dal Bono che mi dia un posticino in casa sua, e mi faccia l'onore di prendermi per genero e per commesso.

—L'onore lo fai tu a lui…..

—Va benissimo—disse Roberto con calma forzata.—E tu cos'hai risposto?

—Ho pensato che non era più tempo da ciarle ma da fatti. Ho detto a me stessa. Per vincere la cocciutaggine di mio figlio non c'è che un modo, andar in persona a parlargli.

—Povera mamma!

—Fu una decisione presa lì per lì, in ventiquattr'ore…. Non avevo nemmeno una toilette da viaggio. Figurati, non m'ero più mossa da Milano dopo la morte del mio povero marito…. Ma la Chaillon ha fatto miracoli…. Dalla mattina alla sera mi ha approntato questo vestito, ch'è un bijou …. È inutile, le altre sarte non hanno quel chic che ha lei… Basta; questa mattina mi son levata all'alba, ti ho spedito un telegramma, e mi son messa in viaggio…. Guai se noi altre mamme non si sapesse, nei casi estremi, prendere di queste risoluzioni disperate.

—Povera mamma!—ripetè Roberto commosso all'idea di dover togliere l'ultime illusioni a lei, che credeva in buona fede di avergli reso un servigio inestimabile.