—Sì, mamma. Bada però di non comperare altri pappagalli.
Il treno si mosse portando seco la signora Arconti, che non poteva certo lodarsi dell'esito del suo viaggio, ma si consolava nella fiducia di esser presa per una gran dama da due inglesi i quali si trovavano nello stesso scompartimento.
Roberto seguì con l'occhio il convoglio che si dileguava, poi s'avviò tristamente in cerca d'una vettura che lo riconducesse a Valduria. Era dunque finito tutto? Con la lettera scritta a Lucilla egli aveva dunque messa la pietra sepolcrale sul suo passato? Addio sogni lungamente accarezzati con la fantasia, addio speranze di chiuder la vita accanto alla donna che, prima, gli aveva svegliato nel petto i palpiti dell'amore! A voltarsi indietro col pensiero, Roberto vedeva sempre Lucilla. La vedeva bambina, vispa, snella, ricciuta, dai labbri di corallo e dai grand'occhi neri, ch'erano un incanto; poi fanciulla capricciosetta e bellissima, più bella di quant'erano le fanciulle della sua età, poi si ricordava d'un periodo assai breve, quattro o cinque mesi forse, in cui quella bellezza s'era alquanto offuscata per rifiorire dopo più splendida, più superba di prima. E si ricordava d'aver protetto la bambina, d'aver diviso i giochi della fanciulla, d'aver detto alla giovinetta tante dolci parole, d'averne tante sentite da lei. Si credevan da un pezzo due promessi sposi; e si prendevan le confidenze di due promessi sposi. Quante volte le loro labbra s'eran toccate, quante volte il braccio di Roberto aveva cinto la svelta e flessuosa persona di Lucilla! Ed egli le aveva aperto tutto il suo cuore; l'aveva messa a parte di tutto ciò che c'era in lui di più geloso e di più segreto…. e adesso, adesso ella era in procinto di diventar moglie d'un altro, e quelle confidenze, ch'egli aveva deposte nella sua anima come in un santuario, stavano per essere profanate da un'intimità nuova. Quest'idea era intollerabile a Roberto, e lo faceva dubitare di ciò che poc'anzi gli appariva limpido e chiaro come la luce del sole. Perchè aveva gettato Lucilla nelle braccia del marchesino Moschi? Perchè le aveva scritto una lettera secca, recisa, che toglieva l'adito a ogni riconciliazione? Perchè non aveva studiato un mezzo termine? E infine, a Milano, perchè non s'era almeno preso il gusto di dare una sciabolata al temerario che aveva osato insidiare il suo bene? Santo Iddio! Queste domande non se le era già fatte un milione di volte? Non vi aveva risposto in modo soddisfacente? Non aveva acquistato la convinzione d'aver seguito l'unica via che un uomo d'onore potesse seguire? E come mai ricadeva ora nelle antiche incertezze?
Egli arrivò così a Valduria col proponimento di scendere nelle gallerie sotterranee appena si fosse cambiato vestito. Odoardo era in giro per la miniera; Maria invece era in casa occupata a rimendare un abito di suo fratello.
Come spesso le accadeva, ella era tranquilla d'aspetto, agitatissima di spirito. La venuta della signora Arconti era parsa anche a lei un fatto così singolare da non poter trovare la sua spiegazione che in qualche avvenimento straordinario. Aveva perciò atteso con impazienza febbrile il ritorno di Roberto; ora che egli era tornato, la paura d'esser indiscreta l'ammutoliva. Pur si fece coraggio, e sentendolo passare nell'andito gli disse:—Signor Roberto, non viene nemmeno a salutarmi? Non ha bisogno di nulla?
—Venivo anche da me, sa—rispose l'ingegnere, sforzandosi di assumere un fare scherzoso, ed entrò nella stanza con la mano tesa verso Maria,—Venivo anche da me, e non perchè avessi bisogno di qualche cosa.
Quand'ella lo vide, il doppio istinto della donna, e della donna che ama, le rivelò subito che, se egli aveva il sorriso sul labbro, aveva la morte nell'anima.—Dio mio—ella esclamò—soffre?
In viso alla giovinetta era dipinta una simpatia così vera, così viva, così profonda che Roberto ne fu scosso in tutte le fibre. Il bisogno di espansione, di confidenza, prevalse in lui ad ogni altro riguardo; si abbandonò sopra una seggiola e disse:—Sì, soffro.
—Una disgrazia?
—Quando giunsi a Valduria—replicò Roberto—le raccontai il principio d'una storia d'amore. Poi tacqui. Quella storia d'amore mi costava tante pene!… Vuol saperne la fine?