—Lascia che provi io—ella disse con dolcezza.

Si chinò su Roberto, e gli accostò l'orecchio al cuore. I minatori le si stringevano intorno; le loro lampade illuminavano in modo fantastico la scena pietosa.

Qualcheduno bisbigliò:—È morto!

Ella alzò fieramente la testa—Non è morto; il suo cuore batte; lo salveremo.

XXX.

Poche ore dopo, Roberto Arconti era già fuori di pericolo, ajutato dalla sua tempra vigorosa e da quella segreta virtù rinnovatrice che c'è nella giovinezza. Maria, seduta accanto al suo letto, il pallido viso raggiante d'una gioia ineffabile, gli misurava con savia parsimonia il cibo e la bevanda, temendo a ragione che ogni abuso potesse nuocere al suo stomaco indebolito da un digiuno di quasi tre giorni. E come il cibo e la bevanda, così ella misurava al suo convalescente la luce, la quale non entrava nella cameretta che da uno spiraglio dell'imposte socchiuse.

Per un certo tempo lo spirito di Roberto non seguì che lentamente il ridestarsi delle forze fisiche. Quando si rivolgeva indietro col pensiero, c'era un punto in cui si smarriva. Ricordava benissimo l'orrore provato vedendosi chiuso in una specie di sepoltura, ricordava la prima parte del suo supplizio, i primi patimenti sofferti; poi non aveva più che la reminiscenza confusa d'un infinito malessere. Come fosse stato salvato, chi lo avesse collocato in quel letto egli non lo sapeva, nè sapeva perchè Maria fosse lì al suo fianco, perchè Odoardo Selmi facesse ogni tanto una fuggevole apparizione sulla soglia. Maria non aveva voluto rispondere alle sue domande; s'era accontentata di dirgli che non c'era fretta, che avrebbe appagato più tardi la sua curiosità, che pel momento era necessario ch'egli stesse in riposo senza parlare e senza far parlare gli altri.

A poco a poco però gli accadeva quel che accade a chi, dal piano, vede sorger il sole sulla cima d'un monte avvolto di nebbia. Prima c'era un fitto velo che non lasciava discerner nulla, che non lasciava nemmeno sospettare la presenza della montagna, poi quel velo si squarcia in un punto, poi in un altro; qua appare una macchia d'alberi, là una casetta bianca, più in su una striscia di neve, finchè alla lunga la nebbia si dissolve tutta, e i contorni del monte si disegnano netti sull'azzurro del cielo.

Così quel che c'era di sconnesso, d'oscuro nelle idee di Roberto andava via via riordinandosi e prendendo forma e colore per effetto della memoria che si risvegliava, o per le induzioni d'un facile raziocinio. Egli capiva ormai perchè Odoardo e Maria gli fossero vicini, e il cuore gli diceva ch'era debitore a loro della sua salvezza.

Quando questo concetto fu ben chiaro nella sua mente, egli afferrò con impeto la mano di Maria, e la portò alle labbra. E poich'ella, agitata, sorpresa, voleva ritirarla:—Ebbene—egli le disse con un filo di voce—se non mi lascia la mano, trasgredirò i suoi ordini e parlerò.