—Oh bravo!—egli esclamò, vedendo Roberto a sedere sul letto.—Così mi piace.
E soggiunse ridendo:—Il medico te l'ha permesso?
Maria gli diede sulla voce.—Zitto! Che strepito fai!
—Eccola, la dottoressa. In questi paesi dove i dottori veri non si possono avere quando si vuole, le donne fanno il mestiere di contrabbando. Mia sorella poi…
—Odoardo—disse l'Arconti, troncandogli a mezzo la frase—tua sorella non mi ha ancora spiegato come siate qui voialtri e che parte abbiate preso alla mia salvezza. Ma già me l'immagino senza che nessuno me lo spieghi… Fàtti più vicino, Odoardo, ch'io ti dia un bacio….. Così… Questo bacio val più di tutti i ringraziamenti… E adesso—egli continuò—dobbiamo discorrere d'un'altra faccenda.
—Un momento—replicò Odoardo.—Il procaccino ha portato or ora due lettere per te.
Roberto le prese, e ne guardò la soprascritta. La prima che gli cadde sott'occhio era di sua madre.
—Povera mamma!—egli disse.—Credo che domani sarò in grado di scriverle. Speriamo ch'ella non abbia saputo nulla… A spedirle un telegramma si farebbe peggio…
Mise da parte quella lettera e fermò la sua attenzione sull'altra. Ma appena n'ebbe vista la calligrafia, gli sfuggì un piccolo grido.
—Cosa c'è?—gridarono spaventati Odoardo e Maria.