Maria si alzò e gettò le braccia al collo di Odoardo.—Sì, egli le ha scritto restituendole la sua libertà e riprendendo la propria, ma una lettera di lei può cambiar tutto. E quella lettera è là, è arrivata or ora, ed egli vuol essersi impegnato prima di aprirla, perchè dopo potrebbe non sentirsi più la forza di disporre di sè.

—È questa la cagione della tua esitanza?—esclamò Roberto afferrando la lettera, mentre Odoardo doveva confessare a sè stesso che il discorso di Maria gli riusciva piuttosto oscuro, e brontolava fra sè:—Questo è voler tormentarsi apposta. Ma come mai mia sorella ha capito di chi sia quella lettera?

—È vero—continuò l'Arconti.—Questo foglio viene da Lucilla…. Ed è la prima volta ch'essa mi scrive dacchè son qui… Tutt'al più s'era contentata di mandarmi finora qualche riga sotto le lettere di mia madre. Io non so ciò ch'essa mi dirà, e, facendo la mia proposta prima di saperlo, io non credevo che tu interpretassi così male il mio pensiero, o Maria. Non era, no, per tagliarmi la ritirata, per mettermi al coperto da ogni possibile debolezza; era anzi per dimostrarti che la mia risoluzione non dipende da altri che da me, ch'io non agisco sotto l'influenza d'un dispetto, ch'io non ti domando di esser mia moglie unicamente perchè quella che amavo un tempo non può esserlo più… Tu supponi che Lucilla mi scriva per fare ammenda della sua leggerezza. Vedrai che si tratterà invece di ben altra cosa… Ma qualunque sia il contenuto di questa lettera, esso non può mutare l'animo mio. Ormai amo te, amo te sola, e di te sola voglio far la mia donna, la compagna della mia vita… Non ti basta ancora?

—Oh fratello mio, s'egli m'ingannasse, s'egli dovesse pentirsi, io ne morrei—balbettò Maria senza sollevar la testa dalla spalla d'Odoardo.

—In verità—disse questi—non riesco ad intenderti. Roberto non può parlar più chiaro di così… Perchè vuoi che t'inganni? Perchè vuoi che si penta? Non deve parergli vero d'essersi liberato da quella civetta.

—Odoardo!—esclamò Maria in tono di rimprovero.

—Oh lascia un po' che spifferi la mia opinione anch'io. Quella signorina Lucilla è una civetta e chi la sposerà starà fresco.

—Non auguriamo disgrazie a nessuno—gridò Roberto, che in questo intervallo aveva aperto e scorso rapidamente la lettera.—Dopo aver gettato sopra di me la responsabilità della nostra rottura, Lucilla mi annunzia ch'è fidanzata al marchesino Moschi.

Chi fosse disceso in quel momento nel cuore dell'ingegnere Arconti avrebbe forse potuto trovarvi un po' d'amarezza, perchè noi siamo fatti in maniera che una certa dose di vanità non ci lascia mai, e anche quando vogliamo troncar ogni relazione con una persona, ci dispiace che questa persona ci si rassegni troppo facilmente.

Comunque sia, quest'annunzio troncò gli ultimi dubbi di Maria. Scioltasi dall'amplesso di suo fratello, ella si lasciò cadere a' piedi del letto di Roberto, e fissando nel giovine i suoi occhi pieni di tanta luce di pensiero e di tanta fiamma d'affetto, gli disse con accento ineffabile:—Adesso sono contenta. Adesso son proprio tua.