—Ho detto per ischerzo, sai—ella soggiunse in tono carezzevole.

Egli si mise a camminare per la stanza, poi si avvicinò all'adorata giovinetta, e posandole la mano sulla spalla:—Sento che la disgrazia è irreparabile, è vicina—egli disse—e nello stesso tempo non oso fermarvi la mente. O Lucilla, perduto mio padre, che mi rimane? La mamma è buona, mi vuol bene, io ne voglio a lei; ma ella considera le cose sotto un punto di vista tanto diverso dal mio! O Lucilla, mi resti tu…. Mi amerai sempre?

—Sicuro che ti amerò…. Che discorsi!

—Mi amerai molto?

—Molto, s'intende…. Che aria solenne hai!

—Via, ragazzi, smettete—disse un po' imbarazzata la signora Giulia.—Se mio marito fosse qui….

—Il signor Benedetto ha ragione—ripigliò Roberto con qualche amarezza.—Ormai è necessario di trattarsi con sussiego…. non sono più quello d'una volta…. Domani forse sarò povero….

—Un'altra esagerazione!—esclamò Lucilla.

—Oh no…. In casa abbiamo avuto le mani bucate…. Quando non ci sia più mio padre, il cui stipendio ci permette di passarcela da gran signori, bisognerà pur campare con l'interesse della dote della mamma e con quello che guadagnerò io, che ancora non guadagno nulla.

—Ebbene tu mi sposerai, io son ricca.