—Adesso dovrei rallentare le mie visite?—esclamò Roberto con l'accento della più viva commozione.—E non ho altro conforto che questo! E ho tanto bisogno di veder chi mi vuol bene!

La signora Giulia chinò il capo in silenzio. Ella sentiva che Roberto aveva ragione.

Il giovine le prese la mano di nuovo:

—Fra poco, forse, io andrò peregrinando pel mondo in cerca di fortuna; allora nessuno potrà lagnarsi della frequenza delle mie visite. Finchè son qui, non m'invidii l'unica gioia che mi rimane….

—E avrai proprio questa necessità di andartene in giro pel mondo?—interruppe Lucilla.

—Credi che lo farò apposta?… Ma prevedo che sarà inevitabile…. E nel mio esiglio mi consolerà un'immagine, la tua, mi sosterrà una fede, la fede del tuo amore…. Nelle ore più tristi penserò a te, e tu forse nel momento stesso tornerai con la fantasia a questo povero diavolo sbalestrato dalla fortuna.

—Sì sì—saltò a dire Lucilla battendo i suoi piedini con un movimento d'impazienza.—Farò la Penelope.

—Non ischerzare, Lucilla, te ne scongiuro. La vita è seria….

—Eh me ne accorgo. Vuoi vedermi triste, ingrugnata….

—No, Lucilla, voglio veder sempre il tuo bel sorriso, ma non il folle sorriso di chi non cura il domani, bensì il sorriso pensoso di chi si apparecchia a combattere e non trema perchè è a fianco della persona da cui è amato e che ama…. Me ne vado adesso…. Il babbo mi aspetta.