La faccia seria di suo marito e di suo figlio non bastarono a scuoter la fede della signora Arconti. Per lei quella era una giornata di pieno trionfo, ed ella rimproverava gravemente Roberto della sua pusillanimità!

—Povera donna!—sospirò il cavalier Mariano, allontanandosi a braccio del giovine.—Lasciamole le sue illusioni…. È il suo carattere…. È vero che in tanti anni dacchè siamo marito e moglie non ha mai dovuto misurarsi con le avversità.

Da molto tempo la sala delle adunanze generali dell' Unione non s'era vista così affollata. Come avviene sempre in simili casi, molti fra i presenti non erano azionisti di fatto, ma rappresentavano un certo numero d'azioni inscritte in loro favore per la circostanza. E questi signori non sapevano nemmeno di che si trattasse; sapevano soltanto ch'erano lì per votare in un dato modo.

Due giovinotti di primo pelo, adocchiatisi da due lati della sala, si mossero incontro e si strinsero cordialmente la mano.

—Anche tu qui?—disse uno d'essi che portava l'occhialino inforcato al naso.

—Anch'io. Rappresento dieci azioni della casa Baggelli,—rispose l'altro, che aveva un soprabito color cannella.

—E io rappresento Larice. Ma non sono il solo. Quello lì ha tante azioni che, se non le ripartisce fra parecchie persone nei giorni dell'assemblea generale, non può mai esercitare l'influenza che gli spetta.

—Dunque siamo dell'opposizione tutti e due. Tutti e due cospiratori, come nell' Ernani. Ad Augusta.

Per Augusta.

—Abbasso la camorra! Abbasso il Consiglio!