—Ebbene.—chiese Roberto che non capiva nulla.
—L'operazione che si rifiuta—rispose il signor Mariano—è una sicurtà di 60 mila lire a tuo benefizio, pagabile alla mia morte.
—Oh babbo!—esclamò Roberto, che amava sinceramente suo padre.—Che idee son queste? La tua morte!… Ma non voglio nemmeno sentirne a parlare…. Ho piacere anzi che non si sia accettata la sicurtà….
—Povero ragazzo,—disse il cavaliere sorridendo tristamente.—L'affetto toglie al tuo spirito l'ordinaria lucidezza…. Si può non voler parlar della morte, ma si muore. E quando questo fatto inevitabile non si presenta più come una cosa remota, allora, se ne parli o non se ne parli, bisogna pensarci e preoccuparsi di quelli che resteranno dopo di noi…. allora vengono i rimorsi della negligenza passata, allora si vuol riparare alla propria leggerezza, alle proprie colpe…. e spesso è troppo tardi….
—Ma di che colpe puoi accusarti, tu il migliore dei mariti, il migliore dei padri?…
Il cavalier Mariano tentennò il capo.
—È duro doversi accusare davanti ai figli, ma è quello che mi tocca far oggi. Sì, io ho amato tua madre, ho amato svisceratamente te, ma mi è mancata una tra le qualità essenziali del capo di famiglia, la previdenza…. Mi dicono un uomo d'ingegno….
—Lo sei.
—Forse…. È vero, ho fatto da me la mia educazione, la mia carriera. A quattordici anni, i miei genitori, ch'eran poveri, dovettero ritirarmi dalla scuola e mettermi in un banco di cambia valute. Non mi scoraggiai per questo; continuai a studiare da me, e seppi uscire dalla mia umile posizione; fui un po' giornalista, un po' letterato, un po' uomo d'affari, e finalmente consigliere d'amministrazione e direttore di questa Unione, che è tra i più cospicui istituti di credito del paese. M'han fatto cavaliere, hanno agitato la mia candidatura al Parlamento….
—E saresti stato un ottimo deputato….