—Sì, sì, ma intanto ho sempre vissuto giorno per giorno, pieno d'una fiducia baldanzosa in me, senza curarmi dell'indomani. Bada ch'io non approvo quelli che sagrificano il presente all'avvenire; l'avvenire è dubbio, il presente è certo, ed è una sciocca speculazione quella di viver male oggi per l'idea di viver bene domani; ma chi ha famiglia e non ha una sostanza propria non può a meno di mettere in serbo qualche cosa. Noi si vive da gran signori, tu lo sai; la tua mamma possiede forse ancora meno di me l'istinto del risparmio; si vive da gran signori, ma non s'avanza nulla, e se io morissi oggi, vuoi sentire cosa resterebbe a voi altri poveretti? La roba di casa, la dote di mia moglie (ventimila lire), poche azioni della Compagnia, insomma meno di quanto siamo avvezzi a spendere in un anno…. E volesse il cielo che non restasse anche qualche debituccio!…
—Ma perchè torni a parlar di morire, padre mio?—ripetè Roberto che cominciava a sentire nell'anima un vago sgomento.—Tu sei ancora nel fior dell'età, sei vigoroso; hai ancora tanti e tanti anni da vivere con noi…. e prima che avvenga…. oh non voglio nemmeno pensarci…. prima che avvenga una disgrazia, insomma, mi sarò fatto una bella posizione anch'io…. Non sono poi uno sciocco…. via, babbo, scaccia da te queste ubbie; diverremo vecchi insieme, conteremo insieme i nostri capelli bianchi…. T'ho detto che quella biricchina di Lucilla sostiene che ce ne sia già uno…. qui…. in mezzo a questa folta e ammiratissima capigliatura?… Ma già non dev'esser vero….
—Ottimo figliuolo!—proruppe intenerito il signor Mariano.—Quanto mi costa il dover amareggiare il tuo cuore! Eppure non posso, non posso farne a meno…. Sai tu perchè volevo far quella sicurtà, sai tu perchè me l'hanno ricusata?
—Perchè te l'abbiano ricusata, no; ma in quanto alla ragione per cui volevi farla, l'hai detta prima….
—Sì, ma ignori sempre il primo movente…. Sono parecchi mesi, Roberto mio, che non ho più la salute di una volta.
—Hai qualche incomodo di tratto in tratto—osservò Roberto impallidendo—ma son cose da nulla… lo dicevi tu stesso…. Infatti non hai mai voluto il medico….
—Non l'ho mai voluto perchè temevo che le sue parole fossero una rivelazione dolorosa. E quella rivelazione mi avrebbe impedito d'effettuare il mio piano…. Anche noi uomini onesti facciamo i nostri compromessi gesuitici con la nostra coscienza.
—A che compromessi alludi?… Non ti intendo.
—Se io avessi saputo positivamente che la mia salute era rovinata, non avrei potuto proporre a nessuna Compagnia una sicurtà sulla mia vita…. Ma finchè non avevo che un dubbio, la faccenda era diversa…. Ora, fin dal primo giorno in cui m'accorsi d'essere un altr'uomo da quel ch'ero un tempo, mi si affacciò il pensiero della morte vicina, e dello stato non lieto in cui avrei lasciato la mia famiglia…. Ma se io potevo garantire ai miei eredi una sessantina di mila lire, tutto mutava aspetto…. Tra queste sessanta mila lire e la dote di tua madre, c'era abbastanza per affrontare e vincere le prime difficoltà. Tu avresti potuto perfezionare la tua educazione e non correre il rischio di rovinare il tuo avvenire accettando il primo impiego che ti fosse capitato…. Io sarei stato contento e (chi sa?) sarei forse vissuto di più. Il rifiuto della Compagnia rovescia il mio bell'edifizio….
—Ma tu esageri la tua indisposizione, tu vuoi assolutamente veder tutto in nero, oggi.