—Non son io, Roberto, che mi creo dei fantasmi. In primo luogo la Compagnia assicuratrice non volle concluder l'affare appunto in vista della mia salute.

—Ne sei sicuro?

—Che altro motivo potrebbe esserci?… Dovetti sottopormi a una visita medica, non superficiale come d'ordinario, ma minuziosa, lunghissima…. Il medico non disse nulla; era però facile accorgersi che egli non era soddisfatto… La visita ebbe luogo ieri; questa mattina ricevetti la lettera.

—Ciò non basta ancora a provare….

—Non basta; ma io passai due ore fa da Rebaldi….

—Il nostro dottore?

—Sì; gli feci la storia de' miei incomodi e lo pregai di esaminarmi accuratamente. Egli lo fece con quello scrupolo che è una delle sue caratteristiche principali, e io leggevo sul suo volto ordinariamente impassibile le impressioni non buone che egli andava via via ricevendo…. Quando ebbe finito e prima ancora ch'egli aprisse la bocca, io lo scongiurai in nome della nostra vecchia amicizia, in nome dei nostri ricordi di giovinezza, in nome delle ore passate insieme nel 48 sotto la medesima tenda, di spiattellarmi tutta la verità, tutta quanta, per amara che potesse essermi. Rebaldi esitò un momento, ma poi mi disse queste precise parole: «Ti conosco da un pezzo; sei un uomo, e con un uomo si può parlar chiaro. Tu hai una malattia di cuore.»

Roberto represse un gemito.

—«Una malattia di cuore abbastanza avanzata. Sono malattie insidiose di cui pur troppo non ci si accorge che quando sono al punto da lasciar un campo ben angusto, all'arte medica.» Ma si muore presto? io chiesi, «Come vai dritto per la tua strada!» egli soggiunse. «Nelle tue condizioni si può viver qualche anno, si può morire in pochi mesi, quando meno si crede.»

—Ma, padre mio—proruppe Roberto nel massimo turbamento.—Rebaldi non deve saper quello che si dice…. Non è possibile ch'egli abbia ragione…. Tu così sano, così vigoroso fino a poco tempo fa…. Bisogna consultare qualche altro medico…. Vedrai che non sarà vero niente…. Se fosse vero, sarebbe necessario che tu ti sottoponessi a una cura, che ti mettessi in riposo….