—Non ci si può dilungar troppo perchè alle otto e mezzo deve trovarsi con mio fratello. Dalla parte della miniera andrà con lui. Noi scenderemo al villaggio per una scorciatoia. Passi.

Quando furono all'aperto, la giovinetta si avviò per un sentiero scosceso saltando da un sasso all'altro con l'agilità d'un capriuolo. Roberto, per non esser da meno di lei, faceva prodigi d'equilibrio. A un tratto Maria ebbe uno scrupolo.—Vo troppo presto?

—Oh scusi—rispose l'ingegnere in tono semiserio—sono alpinista anch'io.

—Davvero?

Egli le spiegò ch'era ascritto al Club alpino, che aveva la sua brava aquila da poter appuntare al cappello, ma che in fondo non aveva bazzicato molto con le montagne.

—Io, che non sono di nessun Club e che non ho nessun'aquila, sono più alpinista di lei—osservò Maria, sorridendo.

Si sentì il mormorio dell'acqua corrente.

—Eccoci al nostro gran fiume—disse la ragazza.—Ora va umile e dimesso, ma nell'inverno è ben altra cosa. Qualche volta fa il cattivo, minaccia la strada e spianta gli alberi.

Giunti sulla via carrozzabile, incontrarono due barocci tirati da muli e carichi di pani di zolfo.

—È zolfo della miniera?—chiese Roberto.