Saranno state un venti case distribuite ai due lati della via, alcune assai miserabili, altre d'aspetto abbastanza civile e di costruzione recente. C'era un Ufficio postale, una stazione di carabinieri, un botteghino di caffè e liguori, un paio di bettole, teatro di magnifiche sbornie, un banco di macellaio ove la domenica si vendeva per carne di manzo della carne di vacca, una farmacia nella quale all'imbrunire i magnati del luogo discorrevano di politica. La chiesa sorgeva isolata sopra un piccolo rialto di terra.

Il villaggio si trovava sulla sponda sinistra del fiume; subito dopo le ultime abitazioni c'era un ponte di pietra che metteva alla riva opposta, e che per quella mattina segnò il punto estremo della passeggiata.

Maria non ricondusse però l'ingegnere Arconti per la medesima strada, ma prese una viottola che saliva a zig-zag sul dorso della collina.

—Mi lascia fare una visita, non è vero?—ella domandò al suo compagno.

—Si figuri.

—Oh una visita di due minuti dalla madre d'uno de' soprastanti ch'è infermiccia…. Ma c'è Giorgetto qui—ella soggiunse vedendo un bimbo che si teneva le mani sugli occhi.—Piangi, Giorgetto? Cos'hai?

E corse verso il fanciullo, che poteva avere sei anni e che apparteneva anche lui a una famiglia di minatori.

Giorgetto spiegò con molte lagrime la immensa sventura che gli era toccata. Paolino, il pessimo Paolino, il figlio del direttore della raffineria laggiù, gli aveva tolto a forza un bel bastoncello che il suo babbo aveva tagliato per lui da un albero il giorno prima… Oh lo direbbe al babbo e Paolino starebbe fresco…. Adesso era andato da quella parte.—E segnò col dito alla sua destra.—Se Maria potesse raggiungerlo e dargli uno scapaccione.

—Che spirito vendicativo!—osservò sorridendo la giovinetta.—Non sarebbe meglio far così?

Ella si alzò in punta di piedi, e sfrappò un ramo da un arbusto che cresceva lungo il sentiero. Poi levato di tasca un grosso temperino che aveva una lama adunca a foggia di roncola, spogliò in un momento quel ramo delle sue foglie, ne spianò i nodi e ne fece un bastone simile a quello di cui Giorgetto piangeva la perdita. Il bimbo, nel ricevere il prezioso regalo, spiccò un salto per la consolazione.